Gemini di Omar Costenaro – Segnalazione

Segnalo il romanzo di genere fantasy di Omar Costenaro intitolato Gemini.

Titolo: Gemini
Autore: Omar Costenaro
Editore: Self Published – 4 novembre 2019
Formato: Cartaceo (352 pp.) e digitale
ISBN: 9781075978425

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Sinossi 

Presente.
Che cosa accadrebbe se all’improvviso ogni mago in ogni angolo dell’universo si ritrovasse privato di ogni potere?
La responsabilità di risolvere l’anomalia spetta a Syter e Ologold, potente stregone e giovane apprendista.
Passato.
Che cosa accadrebbe se all’improvviso tre bambini venissero a conoscenza di questo potere arcano e pericoloso allo stesso tempo?
Un fardello che ricade sulle spalle di Jake, Luke e Andy, tre gemelli che lottano per sopravvivere in un mondo primordiale.
La Magia, il filo conduttore che collega questi due mondi lontani, sarà la chiave per cambiare il passato, salvare il presente e scrivere un nuovo futuro.
Un viaggio nel tempo, la soluzione per riportare l’ordine degli eventi e ogni cosa al proprio posto.

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Biografia

Mi chiamo Omar Costenaro, sono nato e cresciuto a Marostica: una piccola città del Veneto.
Ho scoperto il mondo della lettura fin da giovanissimo con i grandi classici del fantasy. Gli intriganti personaggi dei libri che leggevo mi hanno ispirato nella stesura di brevi racconti, ma il mio viaggio era solo all’inizio. Con il tempo, i protagonisti delle mie avventure hanno infatti assunto sempre più spessore, le ambientazioni si sono evolute e la trama si è intrecciata al punto da dare vita a un vero è proprio romanzo.
All’età di sedici anni ho così ideato GEMINI: il mio primo libro fantasy.
Mi sono cimentato anche in altri generi letterari, una nuova sfida con me stesso: scrivere un libro diverso da tutto ciò che, fino a quel giorno, avevo letto o scritto. Il frutto di questa esplorazione è un romanzo giallo: A NIGHT IN ALLDALE.
Allo stato attuale sto lavorando sui restanti capitoli della saga di Gemini e su un nuovo progetto sci-fi.

Estratti 

I – LA MAGIA SMETTE DI ESISTERE
Syter si concentrò per un attimo e ad un tratto, dal nulla comparve la barriera perfetta: lava incandescente rappresentava il fuoco, burrascosi oceani rappresentavano l’acqua, potenti uragani l’aria e fluttuanti tempeste di sabbia, la terra.
Ologold distolse però lo sguardo da essa, perche la valle ghiacciata al’improvviso cominciò a tremare, il cielo divenne nero, come se un una nube maledetta avesse oscurato il mondo, un tuono squarciò infine il tetro panorama prima di abbattersi sul ghiaccio poco lontano.
I due si guardarono intorno mentre le barriere mistiche che li circondavano si spensero assieme alla luce del giorno. La magia prima iniziò a perdere la propria intensità e infine, dopo aver emanato un’ultima scintilla, cessò di brillare, proprio come una lampadina giunta alla fine della propria esistenza.

II – IL VIAGGIO NEL TEMPO
Ogni luce all’improvviso si spense, il silenzio si impadronì della sala, soltanto il lontano sussurro del vento all’esterno del palazzo era udibile. Dopo una decina di secondi di snervante attesa, tutto tornò alla normalità, i maghi che avevano appena compiuto il rito tornarono ansimanti a sedersi al loro posto, Syter sembrava essersi ricomposto, anche se il suo aspetto non era ancora tornato allo stato originale.
“Perché dimostri la metà dei tuoi anni?” chiese preoccupato Ologold, era stanco di rimanere nel dubbio. “Perché stavi per morire, credo che tutti qui siano in attesa di una tua risposta, è accaduto qualcosa nel passato? Bene. Troviamo una soluzione al problema.”
Il ragazzino stupì ancora una volta tutti quanti.
“Il motivo per cui sto ringiovanendo non è affar tuo. L’unica cosa che devi sapere è che continuerai il tuo addestramento, sistemeremo le cose, insieme” spiegò il padrone di casa con il suo solito tono calmo.
“Tornerà indietro con il ragazzo?” domandò uno dei due ninja.
“Se fosse per me, porterei tutti, ma non ho forza a sufficienza” rivelò Syter.
“Indietro dove?” domandò allora Ologold.
“Torneremo indietro nel tempo!”

III – VALLE INFERNALE
Decine e decine di luci si muovevano nell’oscurità, delle creature coperte da dei mantelli in brandelli reggevano dei pugnali e danzavano al ritmo del loro stesso canto spettrale. Che razza di mostri erano? Non sembravano amichevoli e tanto meno pronti a farsi guidare da tre maghi.
Andy cercò preoccupato lo sguardo del signore della culla delle anime, nella speranza di trovare una spiegazione a quell’insensata situazione.
“Chi sono quei fantasmi? Sarebbero loro il popolo che dovremmo governare?” domandarono allarmati i fratelli.
Una lunga e terrificante risata riecheggiò per tutto il dorsale e a quel punto, ogni loro residua speranza venne spazzata via.
“Io se fossi in voi penserei soltanto a sopravvivere, da oggi… Fino all’eternità” disse l’uomo dal volto coperto, che li aveva condotti fino a lì, prima di scomparire come uno spettro.
I tre gemelli erano soli, abbandonati in un vero e proprio inferno. Erano stati ingannati ancora una volta. Questa era la realtà.
In una sinfonia di lamenti tormentosi, mentre le misteriose creature cominciavano a fluttuare verso gli indifesi stregoni, i candidi fiocchi di neve cadevano ancora e davano loro l’illusione che avrebbero superato anche quella nuova sfida, insieme.

IV – ALLENAMENTO NEL BOSCO
Una goccia di pioggia lo fece ridestare dallo stato di trance. Delle nuvole minacciose coprivano il cielo e il graduale aumento dell’intensità del vento lasciava presagire l’imminente arrivo di un temporale. Ologold però non si sarebbe dato per vinto e avrebbe continuato a rimanere lassù, anche se gli fosse caduto un fulmine in testa. D’altra parte, l’allievo era celebre per la sua testardaggine. Rimase in attesa, nulla cambiava, sarebbe stato soltanto più complicato mantenere la concentrazione, la crescente difficoltà forse avrebbe potuto perfino aiutarlo.
La pioggia cadeva con grande intensità e graffiava come rasoi il corpo martoriato e cosparso di ferite del ragazzo, il vento comprometteva il suo equilibrio come se una forza invisibile volesse spingerlo giù; restare sospeso a quell’altezza sarebbe stato impossibile forse per chiunque, ma lui era stato addestrato al limite della concezione umana e quella, non era altro che una sfida. Per quanto strano potesse sembrare, sfidare il proprio limite era proprio quello che voleva Ologold infatti, avrebbe dovuto imparare a rimanere in uno stato meditativo anche nelle condizioni più avverse, solo così sarebbe riuscito a eseguire il teletrasporto, lo sperava almeno.
Socchiuse le palpebre tornando a osservare il nubifragio che si abbatteva violentemente sulla foresta. Aveva freddo, forse per la prima volta da quando si trovava lì, era una sensazione che ormai aveva dimenticato, essendo abituato alle glaciali temperature del pianeta dei cristalli. Forse tutto ciò era dovuto alla stanchezza, ma non si sarebbe mosso, avrebbe resistito almeno per un’altra decina di minuti.

 V – LA MORTE
Andy osservava il soffitto legnoso cercando di tenere aperti gli occhi e, ignorando gli spasmi muscolari, tremava, un freddo glaciale sembrava gli avesse raggelato il sangue, ma tentò di rialzarsi comunque; non riusciva ad accettare quello che stava per accadere, come potevano essere ricordati nei libri di storia se non avevano ancora iniziato la loro scalata verso il conseguimento della moderna tecnologia? Batté i pugni a terra e, divincolandosi, cercò di fuggire da quella strada senza ritorno ancora una volta, ma la morte lo attendeva a braccia aperte con le sue mani scheletriche, per lui e i fratelli ormai non c’era più via di scampo. Questa volta nessuno sarebbe venuto a salvarli. Seppur la loro madre fosse senza colpe, avevano abboccato all’infame tranello, rivelando l’irrilevabile, cogliendo la mela avvelenata, proprio come quella notte nel lago. Se la loro sopravvivenza era così importante come affermava lo stregone, abbandonava quella terra con dispiacere sentendosi affranto per il suo fallimento, non era riuscito a proteggere né se stesso né i suoi amati fratelli. Infine, mentre esalava il suo ultimo respiro, gli parve di udire un’amorevole ninna nanna che lo cullava tranquillizzandolo. Il mondo gli stava cadendo addosso come uno tsunami di stelle lucenti e pallini rossi vorticanti, lì decise di arrendersi. Accoglieva in modo pacifico l’eterno silenzio, riponendo la spada e lo scudo.

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