LA PADRONA DELLE EMOZIONI, di Vittoria Marchi – RECENSIONE

 

 

Buona giornata a tutti i lettori! Questo Maggio è pieno di letture interessanti e ho scoperto mondi fantastici, tra cui quello mirabolante e seducente narrato da Vittoria marchi nel suo romanzo d’esordio, La Padrona delle Emozioni.

Buona Lettura!


La Padrona delle Emozioni - Copertina

La Padrona delle Emozioni, di Vittoria Marchi, BIbliotheka, Roma 2017


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Biografia
Vittoria Marchi nasce a Pavia nel 1994. Appassionata dalla musica, dal cinema e dalla natura. Da sempre amante della lettura e soprattutto della scrittura. L’avvicinamento a quest’ultima avviene durante l’adolescenza e diventa terreno fertile per il genere fantastico, universo in cui viene vivificato l’impossibile, che colora e illumina la vita.
La Padrona delle Emozioni è il suo romanzo d’esordio, il primo capitolo di una saga di genere Fantastico. Un libro in cui è l’amore per gli altri ad elargire e donare un enorme potere. Una forza che invisibile e proprio per questo, non deve essere mai sottovalutata.


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Trama
La Padrona delle Emozioni si apre con un toccante quanto mai accattivante prologo, in cui viene raccontata parte della vita di Flora e il momento pregnante della sua infanzia, in cui le viene svelato un enorme segreto: lei è speciale, ha un Dono, l’Empatia e ne è la Portatrice. Suo fidato compagno è un gatto-guida, di nome Leonardo, che la accompagna nella sua vita all’Esterno della dimora dei Portatori, il Rifugio.

Al Rifugio, Flora ha coltivato le sue amicizie, facendo spola da un mondo all’altro e, malgrado la società sia retta su una rigida gerarchia, da cui scaturiscono discriminazioni e pregiudizi radicati, comprende quanto esse siano controproducenti, inutili e superficiali. Non solo, Flora avrà modo di creare un legame fondamentale con uno dei Responsabili, coloro che governano il Rifugio e proprio quest’ultima, Raja, introdurrà Flora nelle vicende del Rifugio, facendole comprendere quanto il suo Dono, apparentemente incontrollabile, ricoprirà un ruolo carico di significato in un nuovo e minaccioso panorama, dettato da improvvisi cambi di scena, scelte azzardate e controversi accadimenti.

Personaggi S(piccanti)
Flora: la protagonista dell’opera. Il suo Dono è l’Empatia e le risulta davvero difficile riuscire a convivere con esso. La sua vita è dettata da una dualità che appare incontrovertibile: la sua vita con gli zii e quella da Portatrice. Lei è generosa, pronta ad aiutare gli amici; il suo carattere è dettato dalla determinazione, alle volte dall’insicurezza, è testarda e leale nei confronti dei suoi ideali.

Leonardo: il gatto-guida di Flora. Personaggio fondamentale per la crescita personale della protagonista. Enigmatico, austero, dotato di saggezza, profonda intelligenza e leale.

Fluido: l’amico di sempre ed è pure sempre pronto a combinare qualche pasticcio nel Rifugio. La sua lotta di supremazia si svolge contro Fiamma ed è causa di non pochi problemi, esilaranti e altrettanto gravosi.

Raja: una dei responsabili del Rifugio. La sua figura è tutto fuorché semplice da comprendere. Ogni volta che compare nella storia, porta con sé una ventata di mistero, di conoscenza e di fascino che dalle parole il lettore si sente pervaso dalla potente personalità.

Lo stile, la penna, la tastiera
La trama è ben strutturata, così come le relazioni causali degli eventi e la crescita dei personaggi. Proprio quest’ultima mi sta particolarmente a cuore: ogni singolo personaggio fa delle scelte e nessuna di esse è semplice o superficiale: ognuna ha un significato che comporta una serie di eventi a cascata. Le personalità sono varie e ben delineate fin dall’inizio e difatti dopo la lettura di un qualche decina di pagine, ogni attante è subito inserito nell’immagine mentale della storia.

La tensione narrativa è ben utilizzata e non tralascia nulla, anzi, permette di cogliere appieno le variazioni inerenti sia agli avvenimenti che agli sviluppi dei personaggi. Il ritmo narrativo è dettato da un continuo salto tra il tempo nella vita con gli zii e la vita del Rifugio che non confonde, anzi chiarifica la situazione asfissiante e complicata da gestire in cui si trova Flora…continuamente! È una protagonista spettacolare.

Il tempo della narrazione copre anni e vi sono salti di mesi o settimane che permettono alla storia di svolgersi in maniera naturale; la realtà viene percepita in ogni sfaccettatura. La trepidazione che collega gli eventi è ascendente e non permette rallentamenti. Le digressioni sono ben inserite e le singole scene arricchiscono il panorama narrativo.

L’incipit crea subito atmosfera, coinvolge e incuriosisce. Il primo capitolo getta il lettore nella vita di Flora, immersa in intricate vicende emotive e relazionali; la sua figura è carica di responsabilità, la situazione le sta stretta, ma prontamente lei gestisce, alle volte viene trascinata, dagli eventi e dagli altri personaggi.

Lo stile è fresco, piccato e duro, penetra nella mente e risuona armonioso ad ogni pagina. L’opera è scritta in prima persona e questo, a mio parere, rende radicale la svolta per un perfetto connubio tra il lettore e la mente della protagonista. Vedere con i suoi occhi è una vera e propria esperienza di vita.

La conclusione è commovente in ogni singola parola, crea un climax tanto drammatico che le emozioni per il termine dell’opera e per ciò che sta accadendo, si fondono e provocano una burrascosa emotività. Questa non è che l’apertura spettacolare verso il secondo libro e un futuro tanto spaventoso quanto affascinante. Riuscirà Flora a mettere alla prova la sua potenza, che è il suo Dono?

Lettura altamente consigliata per la forza emotiva che carica ogni personaggio: l’Empatia di Flora mi ha permesso di vivere con tutti i personaggi, un’orchestra di sentimenti. La penna di Vittoria è mordace, decisa, ironica e brillante.


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1. L’ispirazione per il Rifugio da dove arriva? 

Sentivo il bisogno di dare ai Portatori una casa, un posto sicuro in cui vivere in tranquillità. Ho sempre amato questo tipo di situazioni, un mondo segreto all’interno di un altro mondo, una città magica di cui nessuno sa nulla. Un luogo in cui uomini e natura riescono a vivere traendo forza l’uno dall’altro.

2. Perché hai optato per una struttura gerarchica all’interno del Rifugio? 

Credo che ogni società abbia la sua struttura e quella dei Portatori non è da meno. I Doni sono una componente fondamentale della vita di ogni Portatore, quindi condizionano anche i rapporti tra gli stessi. È come avere una carta d’identità stampata sul viso, tutti sanno chi sei e dove vivi.

3. Le emozioni sono il punto focale dell’opera, da dove hai tratto la decisione di esaltarle? 

Il Dono di Flora è al centro di tutto il romanzo. L’Empatia è una dote che mi affascina e nel mio libro ho cercato di esaltarla in chiave fantasy. Volevo mettere l’accento su una capacità interiore, non egoriferita. L’emotività diventa un punto di forza, il massimo tramite con gli altri. Ho sempre immaginato Flora come un’eroina atipica, lei non cerca la notorietà, non ha un Dono che si manifesta per farsi ammirare, il suo potere lavora nell’ombra. È l’attenzione verso gli altri a darle la forza di cui ha bisogno. A renderla speciale.

4. Raja e i fratelli responsabili, hai lasciato aperto un interrogativo nella mia mente…ci saranno riprese sulla problematica della gestione del potere che ha fatto trapelare?

I Responsabili governano il Rifugio, stabiliscono le leggi e puniscono chi non le rispetta. Il compito principale è garantire la sicurezza dei Portatori e mantenere la segretezza intorno al loro mondo. Se ne parlerà ancora nei capitoli successivi, senz’altro. Anche perché la vita dei Portatori è stata scossa e questo non si può ignorare.


Contatti

Vittoria Marchi Instagram

Dove trovare La Padrona delle Emozioni:

Bibliotheka.it

Amazon

Mondadori

IBS

Disponibile in formato cartaceo e ebook


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