Storia della Scienza – IV

Storia della scienza: le figure di rilievo e di prestigio nel panorama umanista e rinascimentale

IL FILOLOGO UMANISTA E LA FORMAZIONE DI UNA NUOVA FIGURA INTELLETTUALE: L’INGEGNERE 

La pratica artigianale pone richieste sempre più difficili che gli artigiani nelle botteghe non possono soddisfare. Da una parte sono necessarie competenze scientifiche, dall’altra lo sviluppo della struttura economico sociale ha urgenza e non tollera ritardi. La ricchezza delle classi dominanti per la prima volta dipende dai successi della tecnica.
Ci si interroga come formare una nuova figura di tecnico al quale gli storici del giorno d’oggi hanno applicato la denominazione di ingegnere, che affronta e studia la natura in modo nuovo, non per trovarne i principi generali e nemmeno solo per l’uso dell’artigiano. Egli dovrà sapere descrivere i fenomeni dettagliatamente, in seguito riprodurli a scopo di regolarli a proprio vantaggio.
L’Umanesimo è un fenomeno con una marcata caratterizzazione letteraria e filologica. I filologi umanisti riescono a fornire strumenti preziosi alla formazione dei nuovi intellettuali; infatti presentano in forma filologicamente correte, cioè critica, i testi degli scienziati antichi. Gli strumenti di studio prodotti dai filologi sono grandi trattati della scienza antica, migliori di quanto non fossero gli scritti del medioevo.

I copisti, gli amanuensi e le edizioni critiche dei filologi umanisti

Prima di esaminare le edizioni critiche prodotte dai filologi umanisti, bisogna prendere in esame l’attività degli amanuensi, nonché copisti medievali e comprendere come i filologi si siano posti nei confronti dei testi riprodotti e del lavoro compiuto.
Gli amanuensi medievali, i monaci, hanno copiato meccanicamente i manoscritti. Accadeva che i monaci saltassero delle righe di difficile copiatura, oppure commettevano degli errori in quanto i manoscritti erano scritti in una lingua a loro sconosciuta oppure scritti in forme complesse. Il filologo umanista tenta di porre rimedio con le edizioni critiche. I manoscritti di varia fonte vengono messi a confronto, in seguito, operando delle scelte derivanti dalle conoscenza del filologo, sia del campo biografico del personaggio trattato, sia del fine dell’edizione, viene redata un’edizione critica, costruita come un fatto scientifico:
I filologi collezionano tutti gli esemplari di un’opera per farne un unico testo: collazionare significa prendere frase per frase e parola per parola scovandole differenze. I testimoni sono tutti i testi che devono essere scelti dal filologo, il quale deve possedere competenze filologiche, storiche e biografiche dell’autore dell’opera. Una volta scelte le versioni attendibili, in riferimento alle intenzioni e all’autore, si crea una proposizione nuova che contenga gli elementi delle versioni scelte. L’edizione critica è dotata dall’apparato filologico, le note che riportano tutte le versioni.
Tra le opere scientifiche oggetto del lavoro degli umanisti, si annoverano soprattutto opere di matematica e medicina, pubblicate e tradotte:
– Apollonio: trattato sulle coniche
– Archimede: può essere denominato ingegnere dell’antichità. Scienza diversa da quasi tutto il resto della scienza antica.
– Auro Cornelio Celso, De Medicina: opera enciclopedica di medicina, ma non solo.
– Ippocrate: ed. prima in latino nel 500
– Galeno: medicina ultimo quarto del 400 prime stampe in latino

Sapere critico di scienziato e ingegnere

Il sapere dello scienziato e del filologo è un sapere critico. Il rapporto tra gli artigiani e gli ingegneri è di tipo collaborazionistico e supera il divorzio tra scienza e tecnica.
L’ingegnere muove i primi passi all’interno delle botteghe degli artigiani, dopodiché acquista competenze maggiori e inizia a riflettere sulla pratica dell’artigiano senza disprezzarla, ma semplicemente va oltre in quanto sa risolvere questioni a cui l’artigiano non trova una risoluzione.

Scienza applicata e status dello scienziato: intellettuale e ingegnere

Si sviluppa la scienza applicata che si dirige verso l’esaltazione umanistica dell’homo faber. L’umanesimo inteso come fenomeno laico pone al centro l’uomo e ne esalta la dimensione attiva e costruttiva. La nuova tipologia di scienziato, teorico e pratico è in rottura con il modello aristotelico di scienza slegata dalla prassi. La scienza attiva non si limita ad un’azione di contemplazione.
Lo scienziato è in grado di fornire qualcosa di concreto alla società che lo retribuisce per le prestazioni compiute. La figura dell’ingegnere diventa una figura prestigiosa che gode di uno status elevato e viene mantenuto dai principi perché soddisfa i bisogni delle corti.

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Riferimenti: Appunti universitari – Storia della scienza
Considerazioni personali

Per completezza e per saperne di più sulla Storia della Scienza, pubblicherò altri articoli e consiglio i testi che ho utilizzato per completezza di studio e di conoscenze: L. Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, Milano, Garzanti, ed. economica. – Paolo Rossi, Dalla rivoluzione scientifica all’età dei lumi, Milano, TEA, 2000.

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GC – The Melted Soul

Storia della Scienza – III

Storia della Scienza – II

Storia della Scienza – I

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