Arhirl: il mondo caduto

C’era un tempo in cui, nel mondo di Arhirl, le città erano floride di vita e di benessere, le montagne imbiancavano lo splendido panorama collinare, dipinto dai vigneti e profumato dai frutteti e le pianure coltivate erano stracolme di campi e di casolari.

Purtroppo è giunto il tempo, per Arhirl, in cui la carestia ha reso desertico ogni antro, un tempo florido e ha schiavizzato ogni essere, prima libero di volere e di agire.

– Oggi cosa possiamo cacciare?- chiese Lalu a Mendri.

– Nulla di più di quello che c’era ieri. Magri cervi ai lupi che tentano di sopravvivere-, disse mesto Mendri, riponendo le frecce nella faretra.

– Ritornerà il tempo in cui non avevamo bisogno di andare nei boschi per procurarci il cibo?-, grugnì Lalu, digrignando i denti.

– Domanda migliore…ritornerà il tempo in cui le persone non cercheranno più di uccidersi per le differenze di cui non ci si dovrebbe crucciare?-

Lalu era insospettita dalla questione che ronzava continuamente nella mente di Mendri e che ogni tanto si palesava quando erano soli.

– Credo che di questo si preoccuperanno le generazioni successive alla nostra, se mai ce ne saranno-, ribatté Lalu, cercando di arginare lo sproloquio che da lì a poco sarebbe fuoriuscito dalla bocca di Mendri.

– Chi ha torto o chi ha ragione non so, però sono certo che dobbiamo vivere tentando di puntare ad una situazione meno degradata di quanto non sia la nostra. So di essere pessimista per la maggior parte del tempo, ma sono abbastanza incoerente da credere ancora che noi possiamo migliorarci malgrado il funesto tempo in cui viviamo-, esordì meno malinconico del solito.

– Mi stupisci ogni volta di più…Mendri. Peccato che intorno a noi ci siano individui ancorati agli usi del passato, ciechi alle possibilità che noi abbiamo ancora il potere di rendere vere. Non solo per noi, ma anche per altri-.

– Cosa intendi Lalu?-

– Rinunceresti ad una coscia del cervo che sta passando a qualche centinaio di metri da noi, se potesse sfamare dieci persone e più? Rinunceresti ai miseri agi che possediamo per altri che non hanno nemmeno una freccia o una stola su cui riposare, o peggio, morire di fame?-, chiese Lalu improvvisamente colta dalla frustrazione e dalla rabbia per la miseria che vedeva intorno a lei.

– La tua domanda è semplice, ma non lo è altrettanto la risposta-.

– Lo so. Perciò oggi cacceremo e poi doneremo parte del bottino a chi non ha nulla-, sussurrò Lalu. Rapida come solo lei era, lanciò due pugnali e il cervo cadde. Mendri e Lalu corsero. L’animale gemette un’ultima volta. Lalu chiuse gli occhi e poi strappò le lame dalle carni calde. Porse un pugnale a Mendri. Lalu non mangiava carne prima che la carestia arrivasse, come l’intera popolazione di Arhirl. Poi, quando le coltivazioni avevano cominciato a seccare e i semi a marcire, le persone si erano spinte nei boschi e di cos’altro cibarsi se non di altri esseri? Non sapevano nulla delle erbe selvatiche e nessuno gli avrebbe insegnato nulla perché le città erano implose a causa della mancanza di alimenti provenienti dalle coltivazioni. Chi non aveva attaccato i boschi, si era gettato negli allevamenti e al posto di rubare gli animali, aveva preferito ucciderli e impossessarsi della carne che non era in grado di conservare. Le menti degli esseri umani non erano cambiate. In pochissimo tempo le persone avevano cominciato a provare odio e rancore smodato, rimbecilliti dalla carestia, tanto sapienti quanto ignoranti ei confronti della vita che avevano lasciato passare in secondo piano. E così come la vita degli animali era stata calpestata, anche la vita delle persone aveva altrettanto velocemente perso importanza.

Nessuno sa quanto la carestia durerà. Ma Arhirl sopravvivrà. È un mondo su cui vivono gli esseri umani. Forse, non sopravvivrà quello degli esseri umani se continueranno a perpetrare l’odio per la perdita di quelle che sono agiatezze e misere felicità, se proseguiranno nella discriminazione per proprie convinzioni che non sono altro che costrutti, se cercheranno in ogni modo di imbadire di malvagità le differenze e perderanno ogni sorta di cooperazione dedita al mantenimento della pace e della quieta sana differenza individuale.

Ci dovrebbero essere tante Lalu e tanti Mendri per dare vita a un nuovo Arhirl, migliore per soddisfazione di ognuno e tenace per totalità di generali diritti imprescindibili, al di sopra di ogni differenza che implichi come discriminanti le parole superiorità ed inferiorità.

GC – The Melted Soul

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