I mesi bizzarri

Ci sono mesi in cui l’aria è diversa, né positiva né negativa, ma libera da pesi, sofferenze e preoccupazioni quotidiane; libera dai problemi che affliggono l’anno circolare in cui ognuno è immerso. Quest’aria è dotata del cipiglio leggero e impensabile delle possibilità che chiunque puó afferrare e che profumano di risultati e di fatti realizzabili. Nell’aria che si respira, di ora in ora, cambia il peso che la contraddistingue; prima una sottile e curiosa brezza che si nasconde e passa dalle finestre aperte e dalla porte socchiuse; dopo poco si trasforma in un vento impetuoso, tanto da far tremare i muri delle case più solide.

Le giornate incorniciate dall’aria blasonata di novità afferrabili diventano improvvisamente lunghe e laboriose. Il tempo si srotola, sempre circolare e perpetuo, ma intriso di piccoli cambiamenti che si possono praticare in ogni momento, senza dimenticare ció che rimane stabile e quello che stabile rimane si solidificherà e diverrà la base per i giorni in cui l’aria non sarà più dettata dalla libertà dell’agire, ma richiederà il lavoro e l’operare continuo della forza di volontà.

I mesi segnati dall’aria selvaggia del possibile sono contrassagnati dalle stagioni, dal cambio della vita naturale, dai ritmi umani che accelerano e diminuiscono nella loro vulnerabile intensità.

I mesi più belli sono gennaio, in cui il lavoro riprende con l’anno novello e le aspettative salgono come in salita è la strada per giungere al termine; nessuno vuole salire ma tutti sono destinati alla fatica, prima o poi. Anche maggio è un mese non da sottovalutare; i fiori sono ormai sbocciati e lasciano spazio a quelli che diverranno frutti dai gusti appassionati e frizzanti. Settembre è il mese del sonno e del divenire secco, simbolo della vita che si addormenta pian piano per tornare agli albori con la primavera. In ultimo, ma non ultimo, preambolo dell’apogeo dionisiaco della bufera, dicembre e l’inverno nevoso. La coltre protettiva e candida, dalle morbide mani, dal corpo gelido e amorevole.

L’aria dell’anno, che fa banchettare la mente e rende laboriose le mani, potrebbe infiltrarsi nell’esistenza semplice, sfumata e mortale di cui ogni essere è contrassegnato. I mesi sono bizzarri quando l’aria diviene culla impalpabile, nutruce della pesantezza delle scelte.

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