Estratto – 20

“Giocherellava con la spada, passando avanti e indietro davanti al portone d’entrata. Era nella galleria ad aspettare da più di mezz’ora e nessuno si era fatto vivo. Morgàn e Miniey sapevano che sarebbe arrivato, ma pareva si fossero dimenticati. Continuò a muoversi, con fare nervoso. Poi scocciato, disegnò un simbolo sulla serratura che si aprì con un sonoro rumore secco. Non aveva fatto due metri all’interno della galleria, che un folto gruppo di Fonti si fiondò verso di lui, le armi sguainate, pronto ad infilzarlo come carne da macello. Ma Aubert, che li capeggiava, li fermò. -David. Non saresti dovuto arrivare domani?-, chiese con tono strafottente. Decisamente quella Fonte dagli stupidi capelli rossicci era irritante più di qualsiasi altra persona avesse mai conosciuto e inoltre non si limitava a sentenziare su ogni cosa lo circondasse, ma criticava le persone per il minimo errore. -No. Oggi. E ho trovato strano che non ci fosse nessuno ad attendermi-, ribatté secco e impettito. Aubert fece andare via gli altri, tutti allievi che aveva raccolto per mostrare le gallerie di arrivo alla Cattedrale. -Fate ancora un giro in biblioteca, poi, se non la trovate, ricomparirà lei quando si sentirà meglio-.

Estratto da “La Gloria del Sangue”

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